
Il decreto milleproroghe che verrà votato la prossima settimana prevede anche la possibilità per i dipendenti pubblici di anticipare l’età pensionabile. Lo ha proposto un emendamento presentato da Fratelli d’Italia, la forza politica di maggioranza, che sottolinea l’importanza di prestare attenzione al tema della flessibilità in uscita dal lavoro. La richiesta avanzata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil prevede la possibilità di andare in pensione a partire dai 62 anni senza penalizzazioni esplicite, oltre a quella implicita di versare meno contributi e percepire l’assegno pensionistico per un periodo più lungo. Tuttavia, la riforma dovrà anche tener conto dei giovani, prevedendo una pensione di garanzia e l’uscita dal lavoro con 41 anni di contributi senza limiti di età.
Matera
Ecco il testo Matera, Melchiorre, Liris, Lisei
Dopo il comma 9, aggiungere il seguente:
Per i dipendenti pubblici che hanno raggiunto il sessantasettesimo anno di età e non hanno raggiunto i 36 anni di contributi pensionistici possono, su base volontaria, richiedere che la permanenza in servizio prosegua fino al raggiungimento del settantesimo anno di età. Spetta all’amministrazione pubblica presso la quale il dipendente presta servizio accogliere la richiesta. Dall’attuazione della disposizione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Quota 103
Stando alle informazioni riportate dall’Ansa, sembra che la strada intrapresa per la riforma delle pensioni sia quella degli interventi a basso costo. Di conseguenza, è probabile che venga proposta una forma di flessibilità che penalizzi le uscite anticipate rispetto all’età di vecchiaia. La legge di bilancio 2023 prevede inoltre che chi è in possesso dei requisiti per la pensione tramite Quota 103, potrebbe anche scegliere di rinviare il pensionamento utilizzando il Bonus Maroni. Si tratta di un incentivo pari alla quota di contributi a carico del lavoratore dipendente che sarà immesso direttamente nello stipendio, si stima una percentuale di circa il 9,19%.

































