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Nel mondo del Ministero della Giustizia, stanno accadendo delle novità assurde.

Si parla infatti di un concorso per persone con età compresa tra i 50 e i 74 anni. Di conseguenza, i giovani che sono alla ricerca di un lavoro non possono prendere parte a tale opportunità.

Ci viene proprio da pensare: altro che cambio generazionale… A commentare la situazione ci ha pensato il segretario generale di Confintesa FP, Claudia Ratti. La donna infatti, ha definito il Covid come un ennesimo alibi per emarginare i giovani e dare spazio a chi viaggia verso l’età pensionistica. 

Ecco alcune sue parole riportate dal sito ufficiale: “Ormai il Covid è diventato l’alibi per le cose più strane da fare nel nostro Paese compreso un concorsone con un ingiustificato sbarramento agli innumerevoli e brillanti giovani ai quali è stato negato di partecipare”. (Fonte: Confintesa.it)

Settantenni assunti a tempo indeterminato

L’aspetto più assurdo riguarda il fatto che si parla di un concorso avente lo scopo di un contratto a tempo indeterminato.

Una storia che lascia tutti senza parole. Sicuramente, è un’occasione positiva per chi si è ritrovato senza lavoro dopo i 50 anni ed ha carico una famiglia. Allo stesso tempo però, molti giovani continuano a vivere una situazione precaria, non riuscendo a mettere le basi per un futuro e una famiglia. E’ davvero un qualcosa di surreale.

Basta dare uno sguardo alla graduatoria per rendersi conto dello scandalo, che vede la presenza di quasi 300 persone che superano i sessant’anni di età. E a confermarlo è proprio la segretaria di Confintesa che dice così:

“Scorrendo la graduatoria degli ammessi alla prova orale del concorso per 400 direttori scopriamo che molti giovani sono stati esclusi mentre rientrano in graduatoria 2989 persone, sicuramente valide, ma con età compresa tra i 50 e i 74 anni di cui 288 sono ultrasessantenni”. (Fonte: Confintesa.it)  Che ne pensate di ciò?

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